Massime penali della Cassazione di settembre 2012

Appello – Giudizio avente ad oggetto esclusivamente la misura della pena – Decreto di citazione che non indichi che il processo debba svolgersi in forma camerale

(cod. proc. pen.: artt. 599, 601)

— Non è affetto da nullità il decreto di citazione per il giudizio di appello avente ad oggetto esclusivamente la misura della pena che non indichi che il processo debba svolgersi in forma camerale. (Fattispecie nella quale il processo di appello si era svolto in pubblica udienza) (Sent. n. 36563, Sez. VI, del 21-9-2012).

 

Competenza per materia – Individuazione nel caso di reato permanente in cui la condotta dell’imputato sia iniziata quando egli era minorenne e si sia protratta dopo il raggiungimento della maggiore età

(cod. proc. pen.: artt. 5, 6, 14 II co.)

— In tema di reato permanente, qualora la condotta dell’imputato sia iniziata quando egli era minorenne e si sia protratta dopo il raggiungimento della maggiore età, la competenza per materia si radica dinanzi al giudice ordinario, trattandosi di una fattispecie unica non suscettibile di frazionamenti (Sent. n. 36570, Sez. VI, del 21-9-2012).

 

Concorso di persone nel reato – Contributo concorsuale – Quando assume rilevanza

(cod. pen.: art. 110)

— Ai fini della configurabilità del concorso di persone nel reato, il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione dell’evento lesivo, ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatore, e cioè quando il reato, senza la condotta di agevolazione, sarebbe ugualmente commesso, ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà. Ne deriva che, a tal fine, è sufficiente che la condotta di partecipazione si manifesti in un comportamento esteriore idoneo ad arrecare un contributo apprezzabile alla commissione del reato, mediante il rafforzamento del proposito criminoso o l’agevolazione dell’opera degli altri concorrenti, e che il partecipe, per effetto della sua condotta, idonea a facilitarne l’esecuzione, abbia aumentato la possibilità della produzione del reato, poiché in forza del rapporto associativo diventano sue anche le condotte degli altri concorrenti. (Fattispecie relativa alla partecipazione ad una complessa operazione di importazione di stupefacenti dall’estero) (Sent. n. 36818, Sez. VI, del 25-9-2012).

 

Concorso di persone nel reato – Cooperazione nel delitto colposo

(cod. pen.: art. 113)

— In tema di cooperazione colposa, qualora i compartecipi agiscano simultaneamente secondo uno specifico e convergente modulo organizzativo connesso alla gestione del rischio, ciascuno di essi deve intervenire non solo individualmente in modo appropriato, ma deve anche adoperarsi efficacemente per regolare e moderare la condotta altrui, ponendo così in essere un’azione di reciproca vigilanza. (Fattispecie nella quale è stata ritenuta illecita la condotta degli agenti di polizia che, eccedendo i limiti del legittimo intervento, compivano una violenta azione repressiva nei confronti di un ragazzo successivamente deceduto per insufficienza cardiaca) (Sent. n. 36280, Sez. IV, del 20-9-2012).

 

* Custodia cautelare in carcere – Ordinanza emessa nei confronti di imputato che ignori la lingua italiana

(cod. proc. pen.: artt. 143, 292; disp. att. cod. proc. pen.: art. 94)

— Il giudice che emetta ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di imputato che ignori la lingua italiana, non è tenuto alla traduzione della stessa nella lingua a quest’ultimo nota (Sent. n. 35878, Sez. I, del 19-9-2012).

 

Danneggiamento – Elemento soggettivo: dolo generico

(cod. pen.: art. 635)

— Il dolo del delitto di danneggiamento richiede la mera coscienza e volontà di danneggiare, senza essere qualificato dal fine specifico di nuocere (Sent. n. 35898, Sez. VI, del 19-9-2012).

 

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone – Assorbe il reato di minaccia

(cod. pen.: artt. 393, 612)

— Il reato di minaccia è assorbito interamente in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, tanto da perdere la sua autonomia e diventarne elemento costitutivo (Sent. n. 34538, Sez. feriale, dell’11-9-2012).

 

Estradizione per l’estero – Condizioni per la decisione

(cod. proc. pen.: art. 705; Cost.: artt. 24 II co., 111 IV co.)

— Non è di ostacolo all’estradizione richiesta dallo Stato estero, per violazione dei diritti fondamentali, il fatto che nei confronti del soggetto da estradare sia stata pronunciata sentenza di condanna utilizzando, per l’accertamento della sua responsabilità, prove assunte fuori dal contraddittorio, poiché i diritti fondamentali, tra cui rientra anche il principio del contraddittorio nella formazione della prova, possono essere garantiti in maniera non uniforme dai vari ordinamenti, essendo solo sufficiente che venga salvaguardato il nucleo essenziale dei diritti di difesa dell’imputato (Sent. n. 36583, Sez. VI, del 21-9-2012).

 

Falsa testimonianza – Causa di non punibilità ex art. 384 II co. cod. pen.

(cod. pen.: artt. 372, 384 II co.)

— In tema di falsa testimonianza, ricorre la causa di non punibilità di cui all’art. 384, comma secondo, cod. pen. laddove il soggetto agente non avrebbe dovuto essere sentito come testimone nel giudizio civile in quanto portatore di un interesse tale da renderlo incapace a deporre. (Fattispecie di imputato sentito come testimone in causa di lavoro pur essendo egli socio della società in accomandita semplice convenuta in giudizio) (Sent. n. 34960, Sez. VI, del 12-9-2012).

 

Furto – Circostanza aggravante speciale dell’uso della violenza sulle cose – Quando è esclusa

(cod. pen.: artt. 624, 625 I co. n. 2)

— In tema di furto, l’aggravante di cui all’art. 625, n. 2, cod. pen. deve essere esclusa allorché la violenza venga esercitata sulla cosa dopo che il delitto sia stato commesso, in un contesto di tempo e di luogo nettamente distinto dall’impossessamento della refurtiva. (Nella specie, la Corte ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante nel caso dell’effrazione di un registratore di cassa avvenuta subito dopo il suo impossessamento, nel medesimo contesto di tempo e luogo, per appropriarsi della somma di denaro all’interno contenuta) (Sent. n. 36569, Sez. VI, del 21-9-2012).

 

Giudicato cautelare – Preclusione derivante da una precedente pronuncia del tribunale del riesame di conferma di un sequestro preventivo

(cod. proc. pen.: artt. 273, 321, 324)

— In tema di cosiddetto giudicato cautelare, la preclusione derivante da una precedente pronuncia del tribunale del riesame di conferma di un sequestro preventivo può essere superata dal sopravvenuto annullamento, per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, della misura cautelare personale, disposta per gli stessi reati cui fa riferimento la misura reale (Sent. n. 34506, Sez. VI, del 10-9-2012).

 

Giudizio abbreviato – Riduzione del terzo della pena – Caso in cui va operata

(cod. proc. pen.: artt. 442, 597 II co. lett. b)

— La riduzione del terzo della pena correlata al giudizio abbreviato va operata anche in caso di condanna in sede di appello a seguito di impugnazione del pubblico ministero avverso la sentenza di proscioglimento pronunciata con il rito speciale (Sent. n. 34559, Sez. VI, dell’11-9-2012).

 

Impugnazione (nella specie, ricorso per cassazione) – Fattispecie di inammissibilità per difetto di specificità del motivo

(cod. proc. pen.: artt. 157, 161, 178, 581, 591, 606; Cost.: art. 24 II co.)

— È inammissibile, per difetto di specificità del motivo, l’impugnazione (nella specie, il ricorso per cassazione) con cui si deduca la nullità della notifica di un atto in ragione della sua effettuazione a mezzo fax presso il difensore di fiducia e non al domicilio dichiarato dall’imputato, ove il ricorrente non indichi il concreto pregiudizio derivato in ordine alla conoscenza dell’atto stesso e all’esercizio del diritto di difesa (Sent. n. 34558, Sez. VI, dell’11-9-2012).

 

Imputabilità – Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

(cod. pen.: art. 91)

— Lo stato di ubriachezza accidentale di cui all’art. 91 cod. pen. ricorre solo quando esso sia involontario nella causa, con l’esclusione di ogni partecipazione dolosa o colposa della volontà dell’agente. (Fattispecie relativa all’assunzione volontaria di bevande alcooliche e di metadone e cocaina) (Sent. n. 35543, Sez. VI, del 17-9-2012).

 

Imputato – Accertamento dell’età

(cod. pen.: artt. 97, 98)

— In tema di accertamento dell’età dell’imputato, il giudice può legittimamente non ritenere attendibili i dati anagrafici risultanti da un documento di identità, facendo esso fede fino a querela di falso solo con riferimento all’autorità che lo ha emanato. (Nella specie la Corte, in presenza di un documento di identità rilasciato da un comune italiano ad un cittadino straniero sulla scorta di un certificato di nascita francese e delle dichiarazioni del genitore, ha ritenuto legittima la decisione del giudice che aveva disatteso il documento ed individuato l’età sulla scorta di plurimi esami radiologici) (Sent. n. 35890, Sez. I, del 19-9-2012).

 

Imputato – Capacità di intendere e di volere – Accertamento

(cod. pen.: artt. 88, 89)

— L’accertamento della capacità di intendere e di volere dell’imputato può essere compiuto anche d’ufficio dal giudice del merito allorché vi siano elementi per dubitare dell’imputabilità, non essendo tale accertamento condizionato alla richiesta delle parti (Sent. n. 34570, Sez. VI, dell’11-9-2012).

 

Liberazione condizionale – Concessione – Nozione di «ravvedimento»

(cod. pen.: art. 176)

— Ai fini della concessione della liberazione condizionale, la nozione di «ravvedimento» comprende il complesso dei comportamenti concretamente tenuti ed esteriorizzati dal soggetto durante il tempo dell’esecuzione della pena, obiettivamente idonei a dimostrare, anche sulla base del progressivo percorso trattamentale di rieducazione e di recupero, la convinta revisione critica delle pregresse scelte criminali e a formulare in termini di «certezza» — o di elevata e qualificata «probabilità» confinante con la certezza — un serio, affidabile e ragionevole giudizio prognostico di pragmatica conformazione della futura condotta di vita del condannato all’osservanza delle leggi, in precedenza violate con la commissione dei reati per i quali quest’ultimo ebbe a subire la sanzione penale (Sent. n. 34946, Sez. I, del 12-9-2012).

 

Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli – Uso sistematico della violenza come mezzo di correzione nei confronti del minore

(cod. pen.: artt. 571, 572)

— L’uso sistematico della violenza, quale ordinario trattamento del minore, anche lì dove fosse sostenuto da animus corrigendi, non può rientrare nell’ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione, ma concretizza, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, gli estremi del più grave delitto di maltrattamenti. (Fattispecie relativa a ripetuti atti di violenza commessi dall’agente nei confronti del figlio, con lo scopo dichiarato di insegnargli «come stare al mondo») (Sent. n. 36564, Sez. VI, del 21-9-2012).

 

Misure di sicurezza personali non detentive – Libertà vigilata – Applicazione

(cod. pen.: artt. 228 V co., 230 I co. n. 1)

— L’art. 230, comma primo, n. 1), cod. pen. impone l’applicazione della libertà vigilata per un tempo non inferiore a tre anni, sempre che sia stata accertata l’attuale pericolosità di colui che è stato condannato a non meno di dieci anni di reclusione, ma non esclude, nella lettura della medesima norma coordinata con quella prevista dall’art. 228, comma quinto, cod. pen. dove è previsto solo il limite minimo di un anno, che il giudice possa applicare la libertà vigilata per il medesimo tempo di tre anni anche al condannato a pena inferiore a dieci anni (Sent. n. 35634, Sez. I, del 18-9-2012).

 

Omicidio colposo a seguito di incidente stradale – Condizioni della strada

(cod. pen.: artt. 40, 41, 589)

— In tema di omicidio colposo a seguito di incidente stradale, affinché le condizioni della strada assumano un’esclusiva efficienza causale dell’evento, è necessario che le sue anomalie assumano i caratteri dell’insidia e del trabocchetto di guisa che, per la loro oggettiva invisibilità e la conseguente imprevedibilità, integrino una situazione di pericolo occulto inevitabile con l’uso della normale diligenza; qualora, invece, adottando la normale diligenza che si richiede a colui che usi una strada pubblica, la situazione di pericolo sia conoscibile e superabile, la causazione dell’infortunio non può che fare capo esclusivamente e direttamente a chi non abbia adottato la diligenza imposta (Sent. n. 34154, Sez. IV, del 6-9-2012).

 

* Omicidio preterintenzionale – Elemento soggettivo

(cod. pen.: art. 584)

— L’elemento soggettivo del delitto di omicidio preterintenzionale (art. 584 cod. pen.) non è costituito da dolo misto a colpa, ma unicamente dalla volontà di infliggere percosse o provocare lesioni, a condizione che la morte dell’aggredito sia causalmente conseguente alla condotta dell’agente, il quale, pertanto, risponde per fatto proprio, sia pure per un evento più grave di quello effettivamente voluto che, per esplicita previsione legislativa, aggrava il trattamento sanzionatorio (Sent. n. 35582, Sez. V, del 17-9-2012).

 

* Opposizione della persona offesa al decreto di archiviazione – Giudizio di ammissibilità – Ambito

(cod. proc. pen.: art. 410)

— In tema di opposizione della persona offesa al decreto di archiviazione, il giudice deve limitare il giudizio di ammissibilità dell’opposizione ai soli profili di pertinenza e di specificità degli atti di indagine richiesti, senza valutarne la capacità probatoria, non potendo anticipare valutazioni di merito in ordine alla fondatezza o all’esito delle indagini suppletive indicate, in quanto l’opposizione è preordinata esclusivamente a sostituire il provvedimento de plano con il rito camerale (Sent. n. 35787, Sez. VI, del 18-9-2012).

 

Pena – Estinzione – Riabilitazione – Adempimento delle obbligazioni civili derivanti da reato

(cod. pen.: artt. 178, 179)

— In tema di riabilitazione, essendo l’adempimento delle obbligazioni civili derivanti da reato una condizione di concedibilità del beneficio, spetta a colui che lo richiede allegare l’impossibilità economica di soddisfare le medesime obbligazioni ovvero il già avvenuto adempimento delle stesse (Sent. n. 35630, Sez. I, del 18-9-2012).

 

Procedimento per decreto – Competenza a provvedere sulla richiesta di restituzione nel termine per proporre opposizione

(cod. proc. pen.: artt. 461, 462)

— Nel procedimento per decreto la competenza a provvedere sulla richiesta di restituzione nel termine per proporre opposizione spetta al giudice per le indagini preliminari (Sent. n. 36293, Sez. IV, del 20-9-2012).

 

Prove documentali – Dati di carattere informatico contenuti nel computer – Vi rientrano

(cod. proc. pen.: art. 234)

— I dati di carattere informatico contenuti nel computer, in quanto rappresentativi, alla stregua della previsione normativa, di cose, rientrano tra le prove documentali (Sent. n. 37419, Sez. III, del 27-9-2012).

 

Querela – Legittimazione a proporla da parte del terzo danneggiato dal delitto di truffa

(cod. pen.: artt. 120, 640; cod. proc. pen.: art. 336)

— Anche il terzo danneggiato dal delitto di truffa, seppure nella forma della mancata acquisizione di un profitto, è legittimato a proporre querela. (Fattispecie relativa a richiesta di finanziamento recante firma apocrifa di persona ignara, da quel momento obbligata al pagamento delle rate) (Sent. n. 33884, Sez. feriale, del 5-9-2012).

 

* Rapina impropria – Tentativo

(cod. pen.: artt. 56, 628 II co.)

— È configurabile il tentativo di rapina impropria nel caso in cui l’agente, dopo aver compiuto atti idonei all’impossessamento della cosa altrui, non portati a compimento per cause indipendenti dalla propria volontà, adoperi violenza o minaccia per assicurarsi l’impunità (Sent. n. 34952, Sez. Unite, del 12-9-2012).

 

Reato – Circostanza aggravante comune del nesso teleologico e dolo d’impeto – Compatibilità

(cod. pen.: artt. 42, 43, 61 n. 2)

— L’aggravante del nesso teleologico (art. 61 n. 2 cod. pen.) è compatibile con il dolo d’impeto, in quanto l’ideazione e l’esecuzione del reato-mezzo e del reato-fine possono coincidere, mantenendo il collegamento strumentale e funzionale tra i due fatti di reato (Sent. n. 34285, Sez. VI, del 7-9-2012).

 

Reato – Circostanza attenuante comune del concorso alla determinazione dell’evento del fatto doloso della persona offesa – Criterio di necessità

(cod. pen.: art. 62 n. 5)

— Ai fini della configurabilità dell’attenuante del fatto doloso dell’offeso è necessario che quest’ultimo concorra volontariamente a determinare l’evento del reato e non è invece sufficiente che il suo comportamento abbia costituito semplicemente il movente della condotta dell’imputato (Sent. n. 35560, Sez. V, del 17-9-2012).

 

Reato – Circostanze attenuanti generiche – Riconoscimento

(cod. pen.: art. 62 bis)

— Ai fini del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, il pieno esercizio del diritto di difesa, se faculta l’imputato al silenzio e persino alla menzogna, non lo autorizza, per ciò solo, a tenere comportamenti processualmente obliqui e fuorvianti, in violazione del fondamentale principio di lealtà processuale che deve comunque improntare la condotta di tutti i soggetti del procedimento, e la cui violazione è indubbiamente valutabile da parte del giudice di merito. (Fattispecie nella quale il diniego delle predette circostanze attenuanti era stato motivato evidenziando il censurabile comportamento processuale dell’imputato, improntato a reticenza ed ambiguità) (Sent. n. 36258, Sez. Unite, del 20-9-2012).

 

Revisione – Valutazione preliminare circa l’ammissibilità della richiesta proposta sulla base dell’asserita esistenza di una prova nuova

(cod. proc. pen.: art. 634)

— In tema di revisione, la valutazione preliminare circa l’ammissibilità della richiesta proposta sulla base dell’asserita esistenza di una prova nuova deve avere ad oggetto, oltre che l’affidabilità, anche la persuasività e la congruenza della stessa nel contesto già acquisito in sede di cognizione e deve articolarsi in termini realistici sulla comparazione, tra la prova nuova e quelle esaminate, ancorata alla realtà processuale svolta. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione di inammissibilità della Corte di merito la quale aveva ritenuto che le dichiarazioni che scagionavano il condannato presentassero significative discordanze e che non fossero decisive sia alcune immagini fotografiche sia le osservazioni sullo stato dei luoghi) (Sent. n. 34928, Sez. I, del 12-9-2012).

 

Riciclaggio – Criterio di sufficienza

(cod. pen.: art. 648 bis)

— Perché sussista il delitto di riciclaggio non è necessario che il denaro, i beni o le altre utilità debbano provenire direttamente o immediatamente dai delitti presupposto, essendo sufficiente anche una loro provenienza mediata. (Fattispecie relativa ad attività di monetizzazione di assegni ritenuti provenienti dall’attività di un’associazione mafiosa, senza che fosse identificata la provenienza da specifici delitti fine) (Sent. n. 36759, Sez. VI, del 24-9-2012).

 

Riciclaggio – Fattispecie

(cod. pen.: art. 648 bis)

— Integra il delitto di riciclaggio la condotta di monetizzazione di un assegno di provenienza illecita. (Fattispecie relativa al cambio di assegni provenienti dalle attività di un’associazione mafiosa da parte di un titolare di un distributore di benzina) (Sent. n. 36759, Sez. VI, del 24-9-2012).

 

Ricorso per cassazione – Casi – Vizio di motivazione che denunci la mancata risposta alle argomentazioni difensive

(cod. proc. pen.: art. 606 I co. lett. e)

— Il vizio di motivazione che denunci la mancata risposta alle argomentazioni difensive può essere utilmente dedotto in Cassazione unicamente quando gli elementi trascurati o disattesi abbiano un chiaro ed inequivocabile carattere di decisività, nel senso che una loro adeguata valutazione avrebbe dovuto necessariamente portare, salvo intervento di ulteriori e diversi elementi di giudizio, ad una decisione più favorevole di quella adottata (Sent. n. 37709, Sez. II, del 28-9-2012).

 

Sentenza di condanna – Regola di giudizio secondo cui per la condanna è necessario che la colpevolezza risulti «al di là di ogni ragionevole dubbio»

(cod. proc. pen.: art. 533 I co.)

— La regola di giudizio secondo cui per la condanna è necessario che la colpevolezza risulti «al di là di ogni ragionevole dubbio» non impedisce che venga riformata in appello la sentenza assolutoria di primo grado; tuttavia la rivisitazione in senso peggiorativo da parte del giudice di appello deve essere sorretta da argomenti tali da evidenziare oggettive carenze o insufficienze della decisione assolutoria (Sent. n. 34487, Sez. VI, del 10-9-2012).

 

Sentenza di non luogo a procedere – Impugnazione

(cod. proc. pen.: art. 425)

— In tema di impugnazione delle sentenze di non luogo a procedere, alla Corte di Cassazione compete la verifica circa la valutazione critica ed argomentata, operata dal giudice, delle fonti indiziarie singolarmente assunte e complessivamente considerate e tale controllo deve limitarsi alla rispondenza alle regole della logica, oltre che del diritto, e all’esigenza di completezza espositiva (Sent. n. 34578, Sez. VI, dell’11-9-2012).

 

Simulazione di reato – Denuncia rilevante ai fini della configurabilità dell’elemento oggettivo

(cod. pen.: art. 367)

— La denuncia rilevante ai fini della configurabilità dell’elemento oggettivo del reato di cui all’art. 367 cod. pen. può essere presentata in qualsiasi forma e modo, ivi compreso il mezzo telefonico (Sent. n. 35543, Sez. VI, del 17-9-2012).

 

Sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale – Elementi distintivi

(cod. pen.: artt. 163, 175)

— Il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale è diverso da quello della sospensione condizionale della pena perché, mentre quest’ultima ha l’obiettivo di sottrarre alla punizione il colpevole che presenti possibilità di ravvedimento e di costituire, attraverso la possibilità di revoca, un’efficace remora ad ulteriori violazioni della legge penale, il primo persegue lo scopo di favorire il ravvedimento del condannato mediante l’eliminazione della pubblicità quale particolare conseguenza negativa del reato, sicché non è contraddittorio il diniego di uno dei due benefici e la concessione dell’altro. (Nella specie è stato ritenuto viziato il diniego della non menzione motivato con il solo riferimento alla natura del reato) (Sent. n. 34489, Sez. VI, del 10-9-2012).

 

Udienza preliminare – Sentenza di non luogo a procedere

(cod. proc. pen.: art. 425)

— Il criterio di valutazione per il giudice dell’udienza preliminare non è l’innocenza dell’imputato, ma l’inutilità del dibattimento, anche in presenza di elementi di prova contraddittori od insufficienti. Ne consegue che il giudice, anche in tal caso, deve pronunziare sentenza di non luogo a procedere solo quando sia ragionevolmente prevedibile che gli stessi siano destinati a rimanere tali all’esito del giudizio. (Fattispecie relativa ad un ricorso della parte civile avverso una pronuncia di non luogo a procedere in tema di peculato) (Sent. n. 33921, Sez. VI, del 6-9-2012).