Due clamorosi autogol probabilmente decisivi per la vittoria del “no” nel referendum
Pochissimi giorni dopo il referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo si sono dimessi, nell’arco di poche ore: 1) Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, che sarebbe stato in società con una famiglia legata alla camorra; 2) Giusi Bartolozzi, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, che il 10 marzo aveva affermato — nel corso di una trasmissione di una rete televisiva siciliana (Telecolor) sul predetto referendum costituzionale —: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la Magistratura che sono plotoni di esecuzione”; 3) Daniela Santanché, Ministro del Turismo, indagata per più reati.
Mentre Daniela Santanché non ha influito sull’esito del referendum, come lei stessa ha tenuto a sottolineare distinguendosi dagli altri due, questi sono stati invece probabilmente decisivi, loro malgrado, per la vittoria del “no” in quanto il loro agire è stato oggettivamente tale da far cambiare idea a molti cittadini che prima del 10 marzo erano orientati a votare “sì”.
Utilizzando una metafora calcistica, si potrebbe dire che il “sì” era in vantaggio per 1-0 fino a pochi minuti dalla fine della partita, ma due clamorosi autogol ne hanno provocato la sconfitta per 2-1. E questi autogol portano la firma di Andrea Delmastro Delle Vedove e di Giusi Bartolozzi. I fautori del “no” ringraziano: non avrebbero potuto sperare di meglio! Infatti, vincere per demeriti altrui, più che per meriti propri, dà ancora più gusto!
Da notare che Giusi Bartolozzi è un magistrato, attualmente in aspettativa, e probabilmente, adesso che non fa più parte del Governo, sarà chiamata a rispondere per il suo agire nell’ambito del “caso Almasri”. In tal caso, a giudicarla sarà un “plotone di esecuzione”, come lei stessa ha definito gli appartenenti a quella categoria — meglio, a quel potere dello Stato — alla quale lei stessa tuttora appartiene. Cosa farà Giusi Bartolozzi se e quando si troverà di fronte ad un “plotone di esecuzione”?
Federico Brusca
