FEDERAZIONE PUBBLICO IMPIEGO
RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE - CUB

 
Considerazioni sul contratto integrativo

Mi lasciano perplesso le considerazioni (del tutto personali giacché, se così non fosse, gradirei conoscere i contenuti dei verbali assembleari redatti a seguito di assemblee nei vari Palazzi di Giustizia d’Italia che hanno dato via libera ad un integrativo riduttivo nel costo e nei contenuti, anzi solo nei contenuti visto che di gratificazioni economiche nemmeno a parlarne) apparse su « Il Mondo Giudiziario » del 14-2 u.s., n. 7.
Per quanto mi riguarda, posso solo essere portavoce di quello che è stato il malcontento emerso in tutte le nostre assemblee della Calabria, a cui ho personalmente partecipato.
Se così fosse anche da altre parti, non sarei tanto felice.
Non a caso, se ricordo bene, la firma è stata apposta sull’ultima bozza di integrativo presentata, visto che le precedenti hanno avuto (grazie ai Giapponesi) la bocciatura, anche questo andava detto, sig. Mazzone. Certo, se tutto dipendeva dagli « Americani », con il loro O.K. da West-Coast, ci avrebbero immediatamente condannati a peggior soluzioni.
E’ vero, i contratti si fanno fra due soggetti, ma occorre comunque identificarli e non isolarne le varie componenti, arrogandosi il diritto a rappresentare chi tale « delega » non ha mai « firmato »; il rispetto delle minoranze è la base di una democrazia reale, rappresentarle è senso di esistere del vero sindacato.
In effetti, non vi è un vero processo di riforma, anzi una compressione delle qualifiche professionali in tre contenitori nei cui limiti si deve interagire, svariando da un compito all’altro, occupando spazi professionali che avrebbero potuto essere utilizzati in maniera più proficua (nuove assunzioni, L.S.U. e  quant’altro); se questo vuol dire valorizzare le professionalità... io ne faccio volentieri a meno, grazie.
Ancora peggio, l’orario di lavoro che « si arricchisce », dice il sig. Mazzone, « di una nuova previsione, quella dell’orario pomeridiano », come dire visto che le Cancellerie e le Segreterie degli Uffici Giudiziari d’Italia abbondano di personale amministrativo, ampliamone i tempi di utilizzazione e l’orario di lavoro fino alle 20.00. Ma il sig. Mazzone è mai entrato in una Cancelleria Giudiziaria o in una Segreteria, ha mai visto le condizioni in cui versano i vari uffici?
L’ennesima riforma giudiziaria, quella del Giudice Unico, ha creato un vortice che risucchia personale amministrativo verso le assistenze a ritmo incessante, altro che arricchimento, si tratterà di reperirlo il personale che dovrà sostituire gli assenti in Cancelleria!
La giustificazione di una ristrettezza economica contrapposta al riconoscimento delle professionalità acquisite nel corso degli anni è illogicamente distratta a favore di un’articolazione macchinosa dei passaggi professionali che non gratificano le reali professionalità esistenti ma lasciano ampi margini a soggettive valutazioni, metodo quest’ultimo dal sapore medioevale.
Alla fine « qualcuno » sarà giudice di noi stessi e sarà chiamato a giudicarci senza tener conto di tutto ciò che è stato, dei vari processi di trasformazione succedutisi in questi anni (l’informatizzazione dei servizi giudiziari ne è un esempio lampante) e senza tener conto che per lo svolgimento della normale attività occorre considerare lo spirito di autodidatta innato in ogni singolo impiegato, altro che
« vantaggio per il  personale » (quanti di noi hanno partecipato a corsi professionali?).
Questa « logica di innovazione » induce persino alla sperimentazione (assurdo) di una nuova figura professionale che non è un magistrato ma ne assume i compiti (e quindi le responsabilità), non è un amministrativo ma ne svolge i ruoli (e quindi il diritto ai Contratti Collettivi), una sorta di ibrido irriproducibile (come tutti gli ibridi del resto) che non trova una giusta collocazione visto che non è, come si suol dire, « né carne, né pesce », ma respira ossigeno ed ha le branchie.
Allora grazie di esistere e di essere « Giapponesi »; del resto la loro operosità nel mondo del lavoro è ben conosciuta e nota a tutte le altre razze umane.

Il Delegato Provinciale
RdB-CUB
Leopoldo Lombardo