
DIRETTIVA PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI - DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA 26 febbraio 2002, in Gazz. Uff. 5-4-2002 n. 80, diretta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato generale, a tutti i Ministeri, al Consiglio di Stato - Ufficio del Segretario Generale, alla Corte dei Conti - Ufficio del Segretario Generale, all’Avvocatura generale dello Stato - Ufficio del Segretario Generale, alle Amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, agli Enti pubblici non economici (tramite i Ministeri vigilanti), alle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, alle Università e all’Unioncamere.
1. Premessa.
Si richiama l’attenzione delle amministrazioni in indirizzo sulla necessità di attuare il più ampio decentramento delle sedi di svolgimento delle prove selettive nei concorsi pubblici, in applicazione di quanto previsto dagli articoli 35, comma 4, del decreto legislativo n. 165/2001 e 20, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, come successivamente integrato e modificato, al fine di prevenire gli inconvenienti e i disagi che il grande afflusso di partecipanti alle procedure concorsuali pubbliche spesso arrecano alla cittadinanza.
Come è noto, il principio del decentramento delle sedi di svolgimento delle prove selettive pubbliche è affermato dal citato art. 35 del decreto legislativo n. 165/2001 il quale prevede l’espletamento a livello regionale dei concorsi pubblici per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato e nelle aziende autonome e la possibilità di bandire concorsi unici circoscrizionali per l’accesso alle varie professionalità destinate agli uffici aventi sedi regionale, compartimentale o provinciale. Dal suo canto l’art. 20, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 («Regolamento di accesso al pubblico impiego») dispone che le prove di esami dei concorsi possano svolgersi in sedi decentrate qualora il numero dei concorrenti lo renda necessario.
L’attuazione del principio del decentramento delle prove concorsuali, nei casi in cui sia prevista una notevole partecipazione di candidati provenienti da tutte le regioni del territorio nazionale, comporta, pertanto, per le amministrazioni interessate, l’impegno di organizzare le procedure di svolgimento delle prove concorsuali a livello regionale individuando una sede per ciascuna regione.
Nel sistema come sopra delineato, il ricorso al decentramento deve rappresentare la soluzione di norma preferibile in considerazione degli evidenti vantaggi che ne derivano sia per i concorrenti, per le economie di spesa e di tempo derivanti dalla maggiore accessibilità dei luoghi sede di esami, sia per il minore impatto ambientale che soluzioni siffatte comportano a vantaggio della collettività.
2. Criteri generali per la scelta delle sedi concorsuali.
Le amministrazioni in indirizzo sono chiamate ad adottare, nel caso di concorsi con notevole partecipazione di candidati, ogni misura utile a garantire il sereno svolgimento delle prove, nonché ad evitare qualunque forma di detrimento per la cittadinanza, anche ad esempio utilizzando idonee strutture site al di fuori dei grandi centri urbani.
In particolare, le amministrazioni in indirizzo dovranno attenersi ai
seguenti criteri:
a) sede concorsuale raggiungibile mediante idonei collegamenti con
mezzi pubblici (metropolitana, autobus, treno, ecc.), servita da almeno
due vie di accesso e con disponibilità di adeguati parcheggi;
b) piena ed immediata informazione al sindaco e al presidente della
municipalità dei giorni e dell’ora in cui si svolgeranno le prove
d’esame, in tempo utile per l’adozione di eventuali misure di loro competenza;
c) svolgimento delle prove in più sedi della stessa città
in caso di elevato numero dei candidati, garantendo la contestualità
dello svolgimento delle stesse;
d) inizio delle prove in orario non antecedente alle 10, così
da non incidere sulle fasce orarie di maggior circolazione viaria.
3. Deroghe allo svolgimento decentrato delle prove concorsuali.
Il citato art. 35, comma 4, del decreto legislativo n. 165/2001 ha, altresì, disposto, per le sole amministrazioni dello Stato e le aziende autonome, che il principio del decentramento regionale per i concorsi può essere derogato, su autorizzazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, per comprovate ragioni tecnico-amministrative o di economicità.
Il carattere eccezionale di tali deroghe determina la necessità di una valutazione caso per caso da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, in merito alla sussistenza ed al fondamento delle motivazioni di ordine tecnico-organizzativo ed economico che giustificano la richiesta di autorizzazione allo svolgimento del concorso in un’unica sede nazionale, ovvero in più sedi che comprendano candidati di regioni diverse.
Le amministrazioni dello Stato e le aziende autonome, pertanto, al fine
di consentire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica, di effettuare tale valutazione, sono invitate
a corredare la richiesta di autorizzazione con una motivata documentazione
attestante:
i fattori che impediscono di svolgere il concorso in una sede per ciascuna
regione;
i fattori che impediscono di ripartire i candidati tra più sedi
riferite ciascuna a più regioni;
le motivazioni della scelta delle sedi decentrate relativa a più
regioni, in relazione alla esigenza di una loro equa ripartizione sul territorio
nazionale;
il numero dei partecipanti alle prove per ciascuna sede;
l’entità delle risorse finanziarie che si intendono utilizzare;
il numero delle unità di personale che si intendono impiegare
in ciascuna sede di concorso;
l’analisi costi-benefici;
previsione degli interventi di cui alle precedenti lettere a), b),
c) e d) del paragrafo 2.
Le suindicate richieste di autorizzazione devono essere inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica U.P.P.A., Servizio programmazione assunzioni e reclutamento - corso Emanuele II n. 116 - 00186 Roma.
I servizi ispettivi e quelli di controllo interno delle amministrazioni
in indirizzo sono invitati a vigilare sull’attuazione della presente direttiva.
