Anche questa volta una delle tracce era nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati

 

Anche per il concorso a 500 posti di uditore giudiziario, così come per i precedenti a 350 e a 380 posti, abbiamo «centrato» in pieno una delle due tracce: nel concorso a 380 posti fu quella di diritto amministrativo, che era contenuta sia in un master nel quale era stato docente il prof. Sergio Perongini (componente della Commissione esaminatrice di quel concorso), sia in alcuni capitoli di un libro scritti dallo stesso Perongini (e sia di quel master che di quei capitoli avevamo fatto menzione nelle pubblicazioni inviate via e-mail ai nostri abbonati che ce le avevano richieste); nel concorso a 350 posti fu la traccia di diritto civile, che era contenuta nella sentenza della Cassazione n. 24290 del 14 novembre 2006, di cui avevamo pubblicato la massima nel n. 37 del 10 settembre 2007 de «Il Mondo Giudiziario», a pag. 388, e che era in parte contenuta anche in sentenze o articoli di ben tre componenti della Commissione esaminatrice (i giudici Aldo Giuliani, Giuseppe Cioffi e Marco Mezzaluna), che avevamo inviato ai nostri abbonati.

Questa volta è la traccia di diritto penale ad essere contenuta nelle pubblicazioni da noi inviate via e-mail ai nostri abbonati che ce le avevano richieste. Gli argomenti di tale traccia («Premessi adeguati cenni sul nesso causale anche alla luce della teoria del rischio, si soffermi il candidato, nell’ambito dei reati derivati da infortuni sul lavoro: a) sui criteri di individuazione del responsabile all’interno dell’impresa; b) sull’eventuale interruzione del nesso causale nella verificazione dell’evento delittuoso») erano stati tutti trattati in due sentenze e tre massime della Cassazione da noi inviate ai nostri abbonati. In particolare nelle due sentenze, delle quali era stato relatore Oscar Koverech, Consigliere della Quarta Sezione Penale e componente della Commissione esaminatrice, si trattava di lesioni personali colpose derivate da infortuni sul lavoro e di nesso di causalità e in una di esse (la n. 27420 del 20 maggio 2008) anche dell’individuazione del responsabile all’interno dell’impresa; e nelle tre massime — tutte della Quarta Sezione Penale di cui fa parte Oscar Koverech e relative a sentenze conseguenti a processi in cui era stato pubblico ministero Antonio Gialanella, Sostituto Procuratore Generale della Cassazione e Presidente della Commissione esaminatrice fino alle sue improvvise dimissioni pochi giorni prima delle prove scritte del concorso — si trattava ugualmente di reati derivati da infortuni sul lavoro e di nesso di causalità, nonché, nella massima relativa alla sentenza n. 2614 del 25 gennaio 2007, specificatamente di interruzione del nesso di causalità. Ecco il testo di tale massima:

«Il rapporto di causalità tra la condotta dei responsabili della normativa antinfortunistica e l’evento lesivo è interrotto, ai sensi dell’articolo 41, comma secondo, cod. pen., solo nel caso in cui sia provata l’abnormità del comportamento del lavoratore infortunato che abbia dato causa all’evento, dovendosi considerare “abnorme” il comportamento che, per la sua stranezza ed imprevedibilità, si ponga al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte delle persone preposte all’applicazione delle misure di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro. (Da queste premesse, la Corte ha escluso che potesse considerarsi come “condotta abnorme” quella di essere rimasto il lavoratore infortunato “troppo vicino” al luogo dove era avvenuto l’incidente, sul rilievo che rientra nel normale svolgimento dell’attività lavorativa che il prestatore d’opera si trovi nei pressi del luogo dove viene svolta l’attività lavorativa, salvo l’esistenza di riconoscibili ragioni di pericolo o di diverse disposizioni da parte delle persone preposte)».

Visti i risultati (una traccia «indovinata» in ogni concorso — e la stessa cosa era accaduta anche nell’ultimo concorso notarile —), faremo il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei commissari anche per il prossimo concorso per magistrato e per il prossimo concorso notarile, sperando di continuare a «centrarne» sempre almeno una.

 


 

Anche per il concorso notarile una delle tracce (e parte delle altre due) era nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati

 

Ormai sta diventando una (felice) abitudine: anche per il concorso a 230 posti di notaio una delle tracce (e parte delle altre due) era contenuta nelle pubblicazioni da noi inviate ai nostri abbonati.

In particolare, tutti gli argomenti della traccia di diritto commerciale — assemblea straordinaria e relativo verbale, modifica dell’oggetto sociale, aumento del capitale sociale con conferimento in natura, recesso dalla società e liquidazione della quota, patrimonio destinato — erano stati trattati o negli «Orientamenti del Comitato Triveneto dei Notai in materia di atti societari», redatti da una Commissione nominata dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie, della quale uno dei componenti è il Notaio Giacomo Gelmi (componente della Commissione esaminatrice), o in un articolo del Professor Fabrizio Criscuolo (anch’egli componente della Commissione esaminatrice), o in entrambi.

Quanto alle altre due tracce, alcuni degli argomenti erano contenuti nelle pubblicazioni di altri componenti della Commissione: sul legato di usufrutto (traccia dell’atto mortis causa) aveva scritto il Professor Domenico Giovanni Ruggiero, mentre della comunione legale dei coniugi, della garanzia ipotecaria, della cambiale, della delegazione di pagamento e dei titoli di credito (traccia dell’atto inter vivos) si era occupato, nell’esercizio delle sue funzioni, il Consigliere di Cassazione Francesco Trifone; con riferimento a quest’ultima traccia, poi, in tema di cancellazione d’ipoteca aveva scritto il Notaio Enrico Santangelo.

L’aver «centrato» una traccia e parte degli argomenti delle altre due fa seguito all’aver «indovinato», negli ultimi due concorsi per uditore giudiziario, ogni volta almeno una delle due tracce.

Il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei commissari ha dunque dato dei risultati ottimi e certamente al di là delle nostre più ottimistiche previsioni. Adesso noi siamo diventati, per molti, «quelli che azzeccano le tracce». Questo ci fa molto piacere ma al contempo aumenta le nostre responsabilità perché ovviamente non possiamo essere sicuri che andrà sempre così bene. Tuttavia, l’esito positivo in tre concorsi (su tre) ci rende ragionevolmente ottimisti sulla possibilità che anche nei prossimi concorsi di notaio e di uditore giudiziario (per i quali, ovviamente, faremo di nuovo il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei commissari) una buona parte delle tracce sia presente nelle pubblicazioni stesse.

 

AGGIORNAMENTO NOTIZIARIO

 

(al 13-4-2010)