
Anche questa volta una delle tracce era
nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati
Anche per il concorso a 360 posti di magistrato
ordinario (Presidente Barbarisi) abbiamo «centrato» in pieno una delle tracce.
Era già accaduto nei precedenti quattro concorsi, rispettivamente a 380
(Presidente Grillo), a 350 (Presidente Fumu), a 500 (Presidente Fumo) e a 350
(Presidente Carcano) posti:
a) nel concorso a 380 posti fu la traccia di diritto
amministrativo, che era contenuta sia in un master nel quale era stato docente
il Prof. Sergio Perongini (componente della Commissione esaminatrice di quel
concorso), sia in alcuni capitoli di un libro scritti dallo stesso Perongini (e
sia di quel master che di quei capitoli avevamo fatto menzione nelle
pubblicazioni inviate via e-mail ai nostri abbonati che ce le avevano
richieste);
b) nel concorso a 350 posti fu quella di diritto civile,
che si trovava in una sentenza della Cassazione di cui avevamo pubblicato la
massima nel nostro settimanale e che era in parte contenuta anche in sentenze o
articoli di ben tre componenti della Commissione esaminatrice (i giudici Aldo
Giuliani, Giuseppe Cioffi e Marco Mezzaluna), che avevamo inviato ai nostri
abbonati;
c) nel concorso a 500 posti fu la traccia di diritto
penale, i cui argomenti erano stati tutti trattati in due sentenze e tre
massime della Cassazione da noi inviate ai nostri abbonati; delle due sentenze
era stato relatore Oscar Koverech, Consigliere della Quarta Sezione Penale e
componente della Commissione esaminatrice, e le tre massime — tutte della
Quarta Sezione Penale — erano relative a sentenze conseguenti a processi in
cui era stato pubblico ministero Antonio Gialanella, Sostituto Procuratore
Generale della Cassazione e Presidente della Commissione fino alle sue
improvvise dimissioni pochi giorni prima delle prove scritte del concorso;
d) nel concorso a 350 posti fu di nuovo quella di
diritto penale, i cui argomenti erano in due massime relative ad altrettante
sentenze della Cassazione di cui era stato relatore Domenico Carcano,
Consigliere della Sesta Sezione Penale e Presidente della Commissione
esaminatrice, oltre che in ben quattro articoli del medesimo Presidente; nelle
pubblicazioni inviate via e-mail ai nostri abbonati erano riportate le due
massime ed erano indicati i quattro articoli. Inoltre, su uno dei due argomenti
della traccia di diritto amministrativo aveva svolto una relazione ad un
Convegno Fabio Francario, Professore ordinario di diritto amministrativo nella
Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena e componente della
Commissione, e di una delle tematiche della traccia di diritto civile si era
occupata una sentenza della Cassazione della quale era stata relatrice
Annamaria Ambrosio, Consigliere della Terza Sezione Civile e componente della
Commissione esaminatrice; nelle pubblicazioni erano contenute sia la massima
relativa a tale sentenza sia l’indicazione di quella relazione.
Nell’ultimo concorso è stata, per la terza volta
consecutiva, la traccia di diritto penale ad essere contenuta nelle
pubblicazioni da noi inviate via e-mail ai nostri abbonati. Gli argomenti di
tale traccia («Profili della cooperazione nel delitto colposo e criteri di
imputazione della responsabilità anche nelle ipotesi di condotta frazionata»)
si trovavano in una sentenza di condanna per omicidio colposo causato da due
medici e da due infermieri che, dopo un intervento chirurgico, avevano
dimenticato una garza nell’intestino della paziente, sentenza pronunciata
a metà luglio del 2008, quale giudice monocratico del Tribunale di Lecce, da Pietro Baffa, attualmente
Consigliere della Corte di Appello di Lecce e componente della Commissione
esaminatrice. Nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati avevamo indicato
cinque sentenze del giudice Baffa, ma quella appena citata era l’unica di
cui avevamo, sia pure sommariamente, specificato la fattispecie.
Il caso di cui si è occupato il magistrato di Lecce
rientra perfettamente nello schema delineato dalla traccia. Infatti,
l’omicidio colposo commesso da medici ed infermieri per negligenza o
imprudenza o imperizia durante un intervento chirurgico è un caso classico di
cooperazione nel delitto colposo in cui la responsabilità viene imputata ai
correi in ragione dello specifico ruolo (di medico o di infermiere, appunto) da
essi svolto nell’intervento stesso, nell’ambito di una condotta
frazionata tra i correi medesimi. I delitti a condotta frazionata (detti anche
a consumazione prolungata), alcuni dei quali sono dolosi ed altri colposi, sono
in effetti sia quelli nei quali un solo soggetto, in momenti distinti, pone in
essere la fattispecie criminosa (ad esempio, il furto di energia elettrica e l’usura),
sia quelli in cui sono più soggetti a porla in essere, solitamente
nell’ambito di un’attività di équipe qual è quella chirurgica.
Oltre ad aver «centrato» la traccia di diritto penale
abbiamo «preso» anche una parte di quella di diritto amministrativo, sia pure
soltanto l’argomento di base, vale a dire i contratti di lavori pubblici.
Tale argomento era peraltro quello maggiormente trattato da due componenti
della Commissione esaminatrice, vale a dire il Prof. Felice Ancora, Ordinario
di istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università di Cagliari, che sui contratti di lavori pubblici ha
scritto due libri e quattro articoli, ed il Prof. Alfredo Contieri, Ordinario
di diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università
di Cassino, che su questo tema ha scritto un libro e ha svolto una relazione
nel corso di un Convegno. Nelle pubblicazioni da noi inviate ai nostri abbonati
avevamo indicato quei libri, quegli articoli e quel Convegno, così come avevamo
evidenziato una causa dinanzi al TAR del Molise in tema di contratti di lavori
pubblici nella quale difensore di una delle parti era stato un altro componente
della Commissione, l’Avv. Claudio Neri del Foro di Campobasso.
Visti i risultati (una traccia «indovinata» in ogni
concorso per magistrato e qualche volta anche parti di un’altra o delle
altre tracce), faremo il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei commissari
anche per il prossimo concorso per magistrato, sperando di «centrarne» nuovamente
almeno una.
Anche questa volta una delle tracce era
nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati
Anche per il concorso a 350 posti di magistrato
ordinario (Presidente Carcano) abbiamo «centrato» in pieno una delle tracce.
Era già accaduto nei precedenti concorsi a 500 (Presidente Fumo), a 350
(Presidente Fumu) e a 380 (Presidente Grillo) posti:
a) nel concorso a 380 posti fu quella di diritto
amministrativo, che era contenuta sia in un master nel quale era stato docente
il Prof. Sergio Perongini (componente della Commissione esaminatrice di quel
concorso), sia in alcuni capitoli di un libro scritti dallo stesso Perongini (e
sia di quel master che di quei capitoli avevamo fatto menzione nelle
pubblicazioni inviate via e-mail ai nostri abbonati che ce le avevano
richieste);
b) nel concorso a 350 posti fu la traccia di diritto
civile, che si trovava in una sentenza della Cassazione di cui avevamo
pubblicato la massima nel nostro settimanale e che era in parte contenuta anche
in sentenze o articoli di ben tre componenti della Commissione esaminatrice (i
giudici Aldo Giuliani, Giuseppe Cioffi e Marco Mezzaluna), che avevamo inviato
ai nostri abbonati;
c) nel concorso a 500 posti fu quella di diritto
penale, i cui argomenti erano stati tutti trattati in due sentenze e tre
massime della Cassazione da noi inviate ai nostri abbonati; delle due sentenze
era stato relatore Oscar Koverech, Consigliere della Quarta Sezione Penale e
componente della Commissione esaminatrice, e le tre massime — tutte della
Quarta Sezione Penale — erano relative a sentenze conseguenti a processi
in cui era stato pubblico ministero Antonio Gialanella, Sostituto Procuratore
Generale della Cassazione e Presidente della Commissione esaminatrice fino alle
sue improvvise dimissioni pochi giorni prima delle prove scritte del concorso.
Nell’ultimo concorso è stata la traccia di
diritto penale, come nel concorso precedente, ad essere contenuta nelle
pubblicazioni da noi inviate via e-mail ai nostri abbonati. Gli argomenti di
tale traccia («La successione di leggi penali con riferimento alla prescrizione
ed alla recidiva») si trovavano in due massime relative ad altrettante sentenze
della Cassazione (n. 31546 del 18 giugno 2009, dep. 30 luglio 2009, e n. 44591 del 4 novembre 2008, dep. 29 novembre
2008) di cui era stato relatore Domenico Carcano, Consigliere della Sesta
Sezione Penale e Presidente della Commissione esaminatrice.
Questo è il testo delle due massime: 1) «La disciplina
della recidiva reiterata, introdotta dalla L. n. 251 del 2005, si applica ai
reati commessi dopo l’entrata in vigore della suddetta legge anche se i
reati pregiudicanti siano stati consumati in epoca anteriore ad essa». 2)
«L’aumento di pena per la recidiva, ai fini del calcolo del termine
prescrizionale, è valutabile ancorché essa sia contestata per la prima volta
dopo trascorso il termine di prescrizione previsto per l’imputazione non
aggravata, purché la contestazione preceda la pronuncia della sentenza».
Non solo: nella non vasta produzione dottrinaria di diritto
sostanziale del Presidente Carcano (che ha scritto sì numerosi libri ed
articoli, ma quasi tutti in materia di procedura e di ordinamento giudiziario)
spicca il tema della prescrizione, trattato in ben quattro articoli, indicati
nelle pubblicazioni da noi inviate.
Inoltre, se delle altre due tracce non possiamo certo
dire di averle «centrate», abbiamo tuttavia «preso» una parte di ciascuna:
sull’autotutela amministrativa (ma non sulla dichiarazione di inizio
attività) aveva svolto, ad ottobre del 2009, una relazione ad un Convegno Fabio
Francario, Professore ordinario di
diritto amministrativo nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università
di Siena e componente della Commissione esaminatrice; della nullità del
contratto (ma non delle altre tematiche della traccia di diritto civile) si era
occupata una recentissima sentenza (n. 9052 del 15 aprile 2010) della
Cassazione, della quale era stata relatrice Annamaria Ambrosio, Consigliere
della Terza Sezione Civile e componente della Commissione esaminatrice. Nelle
pubblicazioni era contenuta sia la massima relativa a tale sentenza sia
l’indicazione di quella relazione.
Visti i risultati (una traccia «indovinata» in ogni
concorso per magistrato — e la stessa cosa era accaduta anche nel
penultimo concorso notarile; soltanto nell’ultimo concorso notarile non
ne avevamo «presa» nessuna —), faremo il lavoro di ricerca delle
pubblicazioni dei commissari anche per il prossimo concorso per magistrato e
per il prossimo concorso notarile, sperando di «centrarne» nuovamente almeno
una.
Anche questa volta una delle tracce era
nelle pubblicazioni inviate ai nostri abbonati
Anche per il concorso a 500 posti di uditore
giudiziario, così come per i precedenti a 350 e a 380 posti, abbiamo «centrato»
in pieno una delle due tracce: nel concorso a 380 posti fu quella di diritto
amministrativo, che era contenuta sia in un master nel quale era stato docente
il prof. Sergio Perongini (componente della Commissione esaminatrice di quel
concorso), sia in alcuni capitoli di un libro scritti dallo stesso Perongini (e
sia di quel master che di quei capitoli avevamo fatto menzione nelle
pubblicazioni inviate via e-mail ai nostri abbonati che ce le avevano
richieste); nel concorso a 350 posti fu la traccia di diritto civile, che era contenuta
nella sentenza della Cassazione n. 24290 del 14 novembre 2006, di cui avevamo
pubblicato la massima nel n. 37 del 10 settembre 2007 de «Il Mondo
Giudiziario», a pag. 388, e che era in parte contenuta anche in sentenze o
articoli di ben tre componenti della Commissione esaminatrice (i giudici Aldo
Giuliani, Giuseppe Cioffi e Marco Mezzaluna), che avevamo inviato ai nostri
abbonati.
Questa volta è la traccia di diritto penale ad essere
contenuta nelle pubblicazioni da noi inviate via e-mail ai nostri abbonati che
ce le avevano richieste. Gli argomenti di tale traccia («Premessi adeguati
cenni sul nesso causale anche alla luce della teoria del rischio, si soffermi
il candidato, nell’ambito dei reati derivati da infortuni sul lavoro: a)
sui criteri di individuazione del responsabile all’interno
dell’impresa; b) sull’eventuale interruzione del nesso causale
nella verificazione dell’evento delittuoso») erano stati tutti trattati
in due sentenze e tre massime della Cassazione da noi inviate ai nostri abbonati.
In particolare nelle due sentenze, delle quali era stato relatore Oscar
Koverech, Consigliere della Quarta Sezione Penale e componente della
Commissione esaminatrice, si trattava di lesioni personali colpose derivate da
infortuni sul lavoro e di nesso di causalità e in una di esse (la n. 27420 del
20 maggio 2008) anche dell’individuazione del responsabile
all’interno dell’impresa; e nelle tre massime — tutte della
Quarta Sezione Penale di cui fa parte Oscar Koverech e relative a sentenze
conseguenti a processi in cui era stato pubblico ministero Antonio Gialanella,
Sostituto Procuratore Generale della Cassazione e Presidente della Commissione
esaminatrice fino alle sue improvvise dimissioni pochi giorni prima delle prove
scritte del concorso — si trattava ugualmente di reati derivati da
infortuni sul lavoro e di nesso di causalità, nonché, nella massima relativa
alla sentenza n. 2614 del 25 gennaio 2007, specificatamente di interruzione del
nesso di causalità. Ecco il testo di tale massima:
«Il rapporto di causalità tra la condotta dei
responsabili della normativa antinfortunistica e l’evento lesivo è
interrotto, ai sensi dell’articolo 41, comma secondo, cod. pen., solo nel
caso in cui sia provata l’abnormità del comportamento del lavoratore
infortunato che abbia dato causa all’evento, dovendosi considerare
“abnorme” il comportamento che, per la sua stranezza ed
imprevedibilità, si ponga al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte
delle persone preposte all’applicazione delle misure di prevenzione
contro gli infortuni sul lavoro. (Da queste premesse, la Corte ha escluso che
potesse considerarsi come “condotta abnorme” quella di essere
rimasto il lavoratore infortunato “troppo vicino” al luogo dove era
avvenuto l’incidente, sul rilievo che rientra nel normale svolgimento
dell’attività lavorativa che il prestatore d’opera si trovi nei
pressi del luogo dove viene svolta l’attività lavorativa, salvo
l’esistenza di riconoscibili ragioni di pericolo o di diverse
disposizioni da parte delle persone preposte)».
Visti i risultati (una traccia «indovinata» in ogni
concorso — e la stessa cosa era accaduta anche nell’ultimo concorso
notarile —), faremo il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei
commissari anche per il prossimo concorso per magistrato e per il prossimo
concorso notarile, sperando di continuare a «centrarne» sempre almeno una.
Anche per il concorso notarile una delle
tracce (e parte delle altre due) era nelle pubblicazioni inviate ai nostri
abbonati
Ormai sta diventando una (felice) abitudine: anche per
il concorso a 230 posti di notaio una delle tracce (e parte delle altre due)
era contenuta nelle pubblicazioni da noi inviate ai nostri abbonati.
In particolare, tutti gli argomenti della traccia di
diritto commerciale — assemblea straordinaria e relativo verbale,
modifica dell’oggetto sociale, aumento del capitale sociale con
conferimento in natura, recesso dalla società e liquidazione della quota,
patrimonio destinato — erano stati trattati o negli «Orientamenti del
Comitato Triveneto dei Notai in materia di atti societari», redatti da una
Commissione nominata dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle
Tre Venezie, della quale uno dei componenti è il Notaio Giacomo Gelmi
(componente della Commissione esaminatrice), o in un articolo del Professor
Fabrizio Criscuolo (anch’egli componente della Commissione esaminatrice),
o in entrambi.
Quanto alle altre due tracce, alcuni degli argomenti
erano contenuti nelle pubblicazioni di altri componenti della Commissione: sul
legato di usufrutto (traccia dell’atto mortis causa) aveva scritto il Professor Domenico Giovanni
Ruggiero, mentre della comunione legale dei coniugi, della garanzia ipotecaria,
della cambiale, della delegazione di pagamento e dei titoli di credito (traccia
dell’atto inter vivos) si era
occupato, nell’esercizio delle sue funzioni, il Consigliere di Cassazione
Francesco Trifone; con riferimento a quest’ultima traccia, poi, in tema
di cancellazione d’ipoteca aveva scritto il Notaio Enrico Santangelo.
L’aver «centrato» una traccia e parte degli
argomenti delle altre due fa seguito all’aver «indovinato», negli ultimi
due concorsi per uditore giudiziario, ogni volta almeno una delle due tracce.
Il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei
commissari ha dunque dato dei risultati ottimi e certamente al di là delle
nostre più ottimistiche previsioni. Adesso noi siamo diventati, per molti,
«quelli che azzeccano le tracce». Questo ci fa molto piacere ma al contempo
aumenta le nostre responsabilità perché ovviamente non possiamo essere sicuri
che andrà sempre così bene. Tuttavia, l’esito positivo in tre concorsi
(su tre) ci rende ragionevolmente ottimisti sulla possibilità che anche nei
prossimi concorsi di notaio e di uditore giudiziario (per i quali, ovviamente,
faremo di nuovo il lavoro di ricerca delle pubblicazioni dei commissari) una
buona parte delle tracce sia presente nelle pubblicazioni stesse.
(al 9-12-2011)
