Era ora! Finalmente!

Era ora! Finalmente!

Il 29 maggio 2024 è un giorno che passerà alla storia. Finalmente abbiamo la certezza che le parole “magistrato” e “magistratura” cesseranno di avere alcun significato e spariranno dai dizionari, così come è già, da sempre, in tutti gli altri Paesi del mondo.

Premetto che esaminerò la questione non sotto il profilo giuridico perché sotto tale profilo è già stata trattata e verrà trattata da moltissimi altri esperti, sia giuristi che non, bensì sotto il profilo puramente linguistico, che è poi il principale settore in cui io opero (prima ancora di quello giuridico), giacché, oltre alle relative mie lauree, io parlo, ascolto, scrivo, leggo e perfino penso in inglese esattamente come in italiano. E parlo discretamente anche il francese e lo spagnolo; e conosco qualche parola anche di russo (che leggo senza problemi, anche se non capisco la grande maggioranza delle parole) e di cinese.

Ebbene, grazie anche a questa mia conoscenza delle lingue, che mi consente di capire e di farmi capire ovunque vado, ho girato mezzo mondo (per quanto riguarda l’Europa, i Paesi dove io sono stato sono molti di più di quelli in cui non sono mai stato) e ho visitato tutti e cinque i continenti (Australia, Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Arabia Saudita, Cina e Russia, sia quella europea che quella asiatica).

E dovunque sono andato, quando parlavo con dei giuristi, tutti mi chiedevano: «Ma perché in Italia avete questa strana figura del “magistrato”, che mette insieme due mestieri, quello di giudice e quello di pubblico ministero, che sono incompatibili tra loro?» E io non ho mai saputo dare una risposta a questa frequentissima e giustissima domanda che mi veniva rivolta; e non l’ho saputa dare semplicemente perché una risposta non c’è. Cosa abbiano in comune la pubblica accusa e il giudice che deve decidere se l’imputato è colpevole o innocente lo sa soltanto chi ha inventato questa balzana figura del “magistrato”. E infatti, in moltissimi Paesi del mondo, mentre il giudice è un funzionario che fa capo al Ministero della Giustizia, il pubblico ministero è un funzionario che fa invece capo al Ministero dell’Interno.

Ma adesso, grazie all’attuale Governo di Giorgia Meloni e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio (che passerà alla storia per essere stato il principale fautore dell’abrogazione di questa balzana figura), finalmente non si parlerà più di “magistrati”, ma soltanto di “giudici” e di “pubblici ministeri”.

E questo agevolerà anche il lavoro di noi interpreti e traduttori perché la parola “magistrato”, proprio in quanto non ha alcuna corrispondenza in nessun altro Paese al mondo, è intraducibile in qualsiasi lingua. Infatti, limitandomi alla lingua inglese, il giudice è il “judge” e il pubblico ministero è il “prosecutor”. E il magistrato? Il magistrato non è niente, e nessuno all’estero capisce cosa sia.

Grazie quindi a Giorgia Meloni e al suo Governo, e in particolare al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, per aver posto fine a questa assurda anomalia che rendeva la Giustizia italiana unica al mondo, e non certo in senso positivo.

Federico Brusca