FEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI FUNZIONE PUBBLICA - CGIL
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Grande successo del sindacato

Ai delegati FP CGIL degli Uffici NEP

Si è tenuta a Roma il 14-2-2000 nella sede della CGIL la riunione del gruppo di lavoro nazionale sull’UNEP con la partecipazione, fra gli altri, di Pappaianni e Barilla per il sud e le isole, di Ferretti Sestito e Anna Eliseo per il centro, di Annesini, Venditti e Crea per il nord. A questa riunione ha presenziato Gianni Vigilante.
Il nuovo contratto di lavoro firmato il 3 febbraio scorso, in attesa della registrazione della Corte dei Conti, stabilisce per il settore UNEP la nascita di una figura unica di ufficiale giudiziario. Il nuovo ufficiale giudiziario, frutto dell’accorpamento degli ex Assistenti con gli ex Collaboratori UNEP, è collocato transitoriamente su due aree B e C e su diversi livelli economici B3, C1,  C2, C3.
Il passaggio fra le diverse posizioni economiche dell’area C è regolato dal contratto, mentre il passaggio dalla posizione B3 alla posizione C1 sarà regolato secondo il protocollo d’intesa allegato al contratto, che prevede una procedura concertativa fra l’Amministrazione e le OO.SS. da definire in un incontro da tenersi entro trenta giorni dalla firma del contratto. Il risultato raggiunto, che si può a buon diritto definire storico, è frutto di una scelta, quella della contrattualizzazione del rapporto di lavoro, da noi perseguita con coerenza.
Altri che hanno a lungo propagandato soluzioni fantasiose oggi cantano vittoria e si appuntano medaglie sul petto. Non saremo certo noi a svegliarli dal loro sogno.
Certamente tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro qualifica, sono in grado di distinguere la coerenza e lo stile di una organizzazione sindacale. Questo contratto integrativo, nel suo svolgimento concreto, ha dimostrato per chi ne avesse ancora bisogno che l’epoca dei sindacati di qualifica è definitivamente tramontata: in un momento tanto complesso, pensare di poter guardare il mondo, oppure un contratto di lavoro, attraverso la lente ristretta degli interessi di una singola qualifica professionale non è possibile ed è sbagliato. La CGIL è un sindacato di lavoratori, per quel che riguarda il settore Unep è il sindacato di tutti i lavoratori. Qualcuno leggeva questa caratteristica come debolezza; si è invece dimostrata la nostra forza, ci ha consentito di immaginare pur dentro i limiti del contratto di primo livello e tenendo ben presenti tutte le specificità delle soluzioni originali ed avanzate. Ci siamo confrontati con un’amministrazione seria e sensibile e quindi abbiamo raggiunto con, e non contro, gli altri sindacati una soluzione equa, tale che nessuno può essere autorizzato a dire che qualcuno ha usurpato qualcosa.
A questo punto è giusto spendere una parola in più: un contratto si firma per libera scelta fra le parti: un contratto firmato contro « l’am-
ministrazione » non può essere firmato dall’amministrazione, parimenti un contratto firmato « contro le altre sigle sindacali » va da sé che non può essere firmato dalle altre sigle sindacali. L’epoca della fantasia al potere è purtroppo finita ed è stata sostituita ingloriosamente dalla fantasia nella firma dei contratti.
Lasciamo queste facezie a chi ne fa uno stile di vita e veniamo al sodo: chi ha firmato il contratto deve rispettarlo. Nei Paesi civili e fra persone civili si usa così.
Se qualcuno ha firmato con retro pensieri se ne assume la responsabilità ma, lo diciamo chiaramente, ha pure sbagliato i calcoli. Naturalmente, questo contratto non risolve, e non poteva farlo, tutti i problemi del nostro lavoro e d’altra parte solo la bacchetta magica può risolvere d’incanto le questioni che da decenni ci portiamo dietro. Siamo sulla buona strada, questo possiamo dirlo. L’accorpamento delle funzioni di notificazione con quelle di esecuzione, accanto alla nascita dell’operatore giudiziario che prende in sé le funzioni dell’ex operatore UNEP e in particolar modo quella della chiamata in udienza, rende però da subito dei risultati sul piano dell’organizzazione del lavoro: si lavorerà meglio sia dal punto di vista professionale sia da quello di un’accresciuta efficienza del servizio. Su questo punto, grande sarà la responsabilità dei dirigenti gli uffici che potranno dimostrare di essere al servizio dell’innovazione interpretando al meglio, con il contributo dei lavoratori, gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione dando una spallata al residuo di una vecchia mentalità burocratica. Dobbiamo capire che il contratto non soltanto realizza dei benefici economici e normativi ma ha anche una ricaduta non scritta. Attraverso questa firma l’amministrazione ha dimostrato che sull’ufficiale giudiziario vuole investire, che cioè questa figura, dopo essere stata a lungo trascurata, assume di nuovo una sua centralità. Noi abbiamo il compito di valorizzare questo fatto, siamo noi che, incalzando l’amministrazione sul terreno dell’innovazione, dobbiamo costituire un nuovo sfondo entro il quale si collochi la nostra funzione.
Rivitalizzare il processo d’esecuzione e di notificazione facendo crescere l’autonomia dei lavoratori e degli uffici, verificare la possibilità di nuove attribuzioni, accelerare i processi d’informatizzazione, questi, al di là del contratto, sono da oggi i nostri impegni.
Con la firma del contratto l’azione del sindacato non si esaurisce, anzi assume ulteriore importanza. Tutti i colleghi, comunque collocati nell’ufficio UNEP, possono giudicare il nostro operato dai risultati che abbiamo ottenuto. La proposta di contrattualizzazione del rapporto di lavoro con accorpamento in un’unica figura di ufficiale giudiziario si è realizzata con equità senza danneggiare nessuno e aprendo prospettive di carriera che fino a poco tempo fa non erano neanche immaginabili. L’iscrizione alla CGIL servirà a dare maggior forza alle nostre ragioni.
p. il gruppo di lavoro
del Ministero della Giustizia
Cosimo Arnone